Un buon odore di cultura….

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Un buon odore di cultura
Gli studenti dell’istituto “Radice-Alighieri” a confronto con lo scrittore Mimmo Gangemi

La letteratura calabrese entra a scuola e lo fa in carne ed ossa. Lo scorso 16 maggio, infatti, gli studenti dell’istituto comprensivo “Radice-Alighieri” hanno avuto l’opportunità di conoscere Mimmo Gangemi, tra i più noti e premiati rappresentanti della narrativa calabrese contemporanea, ospite presso il centro civico Catona-Arghillà per un incontro dedicato al suo recente “Un acre odore di aglio”. Il romanzo che, come gran parte della produzione dell’ingegnere di Santa Cristina d’Aspromonte, intreccia appassionanti saghe familiari alla collettiva storia della Calabria, è stato nel corso dell’anno scolastico oggetto di un appassionato percorso di lettura ed analisi da parte degli studenti delle classi terze. Giovani lettori cui è stata offerta, alla fine, l’occasione di soddisfare curiosità e chiarire dubbi confrontandosi direttamente con l’autore. “E’ un’opportunità preziosa per i nostri studenti, ancor più perché parliamo di un autore calabrese che racconta la nostra terra e la nostra storia”, ha in effetti sottolineato la dirigente scolastica Simona Sapone, introducendo l’incontro moderato dal professore Agostino Giordano. L’autore è stato presentato alla platea dal DSGA, on. Michelangelo Tripodi, che ha fatto riferimento ad altre opere e ai premi e riconoscimenti ottenuti.
Preceduto dal resoconto dell’intenso lavoro di analisi e approfondimento svolto dagli studenti sotto la guida dei loro insegnanti, con tanto di proiezione di schede dedicate al contesto storico, personaggi, linguaggio e ambientazione della vicenda narrata, Gangemi, ha espresso sincero apprezzamento per i “suoi” giovani lettori, sottoponendosi di buon grado al fuoco di fila delle domande della platea. Nel suo vivace intervento si sono mescolati memoria, analisi e riflessioni: “Quasi tutti i personaggi che avete incontrato leggendo “Un acre odore d’aglio” arrivano dai miei ricordi raccolti, da ragazzino, per le vie del paese mentre “La signora di Ellis Island” ha una chiara impronta autobiografica”. Un percorso finito nel migliore dei modi, quindi. E da rilanciare per far crescere altri futuri piccoli lettori. “Oggi è innegabile la disaffezione alla lettura da parte dei bambini e dei ragazzi – ha infatti spiegato la professoressa Angela Borrello – e per questo la scuola rappresenta, certamente, il luogo privilegiato per far emergere il bisogno e il piacere della lettura, vissuta non come un dovere scolastico ma come fonte di arricchimento”.
F.CHIRICO

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